Quando Il Destino Decide Di Fare Casino (A San Valentino)

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La Prima Recensione di Quel San Valentino… è Arrivata

Ed è più bella di quanto potessi immaginare. LINK

Ci sono momenti, nel percorso di un libro, che restano impressi: il giorno in cui nasce l’idea, quello in cui scrivi l’ultima frase… e poi la prima recensione. Quella che ti fa capire che la storia ha iniziato a camminare da sola, a parlare al cuore di qualcuno.

Oggi voglio condividere con voi una recensione che mi ha emozionata profondamente.

Una lettrice scrive:

Questo libro è stato come chiacchierare con un’amica brillante davanti a un caffè mentre fuori piove e tutto sembra un po’ storto ma in fondo divertente. Ho sorriso tantissimo seguendo Ashley nel suo San Valentino tragicomico tra fidanzati improbabili camerieri snob ristoranti chic e una famiglia che è un vero spettacolo. È una storia leggera ma non superficiale romantica ma ironica con personaggi che sembrano vivi e che ti entrano subito nel cuore soprattutto la nonna e la gatta Maria che per me sono state impagabili.

Mi è piaciuto perché non è la solita storia d’amore patinata è piuttosto un percorso di crescita di consapevolezza e di risate in cui ti ritrovi a pensare a quante volte anche tu hai accettato situazioni sbagliate per abitudine o paura di restare sola. Ashley invece a poco a poco capisce che merita di più e questo messaggio arriva in modo dolce divertente e mai pesante.

Lo stile di Selvaggia Stark è scorrevole ironico cinematografico sembra quasi di vedere le scene come in una commedia romantica ma con quel tocco pungente che la rende diversa dalle altre. È una lettura perfetta se avete voglia di qualcosa che vi faccia sorridere vi faccia compagnia e allo stesso tempo vi lasci quella sensazione bella di leggerezza e speranza.

Io l’ho finito con il sorriso e con la voglia di consigliare questo libro a chiunque abbia bisogno di una storia che faccia bene all’umore e al cuore

 💔💔💓💓💓

PRIMO E SECONDO CAPITOLO IN ANTEPRIMA

Capitolo 1
San Valentino col brivido
Ragazze, qui c’è qualcosa che non quadra. Cosa? Beh, sono seduta da sola
come un manichino in vetrina, ad aspettare il mio fidanzato da ben
venticinque minuti al ristorante.
E voi direte: “Può capitare un ritardo…” Eh no, oggi no. Perché? Perché oggi
è San Valentino. E per una volta nella mia vita avrei voluto essere io l’ultima
ad arrivare, quella che si fa attendere, che entra trionfante accompagnata dal
maître, con tutti gli occhi puntati addosso come se fossi la protagonista di un
film romantico.
Vanitosa? Certo che sì. Dopo due ore dal parrucchiere e un mutuo acceso per
comprarmi l’abito, volevo essere la diva. Solo per una sera. L’avevo pianificato
nei minimi dettagli: io entro, lui alza lo sguardo, si illumina vedendomi, io mi
siedo. Sipario.
Invece eccomi qui, con un Martini e un’oliva che ormai ha chiesto il
prepensionamento dal bicchiere. La mia acconciatura sta cedendo, il vestito si
sta sciupando e io continuo a fissare il cellulare. Ma lui, il fenomeno, non
risponde.
“Applausi, grazie, grazie… sì, sono io, la diva di San Valentino. Peccato che il
mio pubblico sia un’oliva e un cameriere che ormai mi guarda con pietà.”
E allora ditemi: dove cavolo è finito?

Capitolo 2
L’entrata trionfale (rovinata)
Sto decidendo se concedergli ancora qualche minuto o alzarmi e andarmene.
Improvvisamente sento un movimento d’aria dietro di me che mi smuove
persino la capigliatura. E spunta lui: viso rosso, sudato, con l’aria di chi ha
corso da Manhattan a Brooklyn senza fermarsi. Si appoggia al tavolo e quasi
mi rovescia il Martini. Lo blocco prima che mi rovesci il bicchiere e penso:
“Meglio se non arrivavi: conciato così sembri il testimonial dell’anti-San
Valentino.”
Si siede, mi guarda e dice: “Scusami tesoro, ho incontrato un traffico… e poi
all’uscita del negozio mi ha chiamato un cliente e non mi lasciava andare via.”
Io lo fisso e penso: “Beh, se uno ha un appuntamento non risponde più al
telefono. E se per caso incontra qualcuno, con il sorriso sulle labbra dice: ‘Mi
scusi, ma ho una cena con la mia fidanzata.’”
Alzo le ciglia , lo faccio sempre quando qualcosa non mi è congeniale e
rispondo a denti stretti: “Tesoro, la prossima volta che mi lasci qui da sola
come una comparsa, ti lascio senza dirti addio. Hai capito?”
Lui mi guarda come se mi vedesse per la prima volta. In effetti non ha tutti i
torti: fino a oggi la mia pazienza era da record olimpico. Ma forse, come dice
sempre mio zio astrologo, il mio cielo sta cambiando. E devo ammettere che
sento i miei astri perfettamente allineati… per mandarlo a quel paese.